La Maestosa Isola di Dino

Questa mattina mi sono alzato di buon’ora, ho raccolto alcune informazioni su internet, ho fatto una veloce colazione e mi sono messo in marcia per questo primo viaggio alla scoperta della Riviera!

Devo ammettere che ho ricevuto un benvenuto unico, con una fantastica opera della natura che mi si è presentata davanti: l’Isola di Dino.

Ne ho sentito parlare ma ero molto curioso di vederla dal vivo.

Ed eccola che si presenta davanti a me il simbolo che identifica la cittadina tirrenica di Praia a Mare, oltre che ad essere un simbolo della stessa Riviera dei Cedri.

Inizio ad avvicinarmi ad essa, sono davvero emozionato.

L’ISOLA

Devo ammettere che l’isola è davvero imponente, maestosa, con un perimetro di 4km di fronte all’abitato di Praia a Mare.

Meravigliosa la vista serale sull’isola di DIno, dove ci si tuffa in uno dei mari più belli di Calabria.

Guida Touring Club

Ho scoperto che su di essa troviamo, oltre alla classica macchia mediterranea che colora tutto il litorale, regalandoci una splendida vista, delle piante molto rare che ho avuto la fortuna di vedere da vicino.

Tra esse ci sono:

  • La Palma Nana, che veniva utilizzata per la fabbricazione di scope, ventagli, funi, ceste, panieri, stuoie, cappelli e corde (dai racconti della mia cara nonna);
  • Il Garofano delle Rupi, che fiorisce da Maggio a Settembre;
  • La Primula di Palinuro, una specie protetta presente in zone rocciose poco accessibili.

Tutto questo posso ammirarlo circumnavigando l’isola con una barca, non riesco a distogliere lo sguardo da queste pareti rocciose altissime che si ergono sulla mia testa.

Nell’aria c’è un profumo di salsedine che mi porta a respirare a pieni polmoni.

Molte persone che, come me, si recano in questo luogo per ammirare le bellezze della Riviera dei Cedri, non rinunciano mai all’escursione che si effettua partendo da San Nicola Arcella.

Questa escursione prevede, anche, la visita presso l’Arcomagno e andremo anche li, promesso!

LE GROTTE

In molti ne parlano, ho visto tante foto su Facebook e Instagram, ma non vedo l’ora di vedere da vicino queste famosissime grotte che il mare, nel corso degli anni, ha modellato.

  • La Grotta Azzurra, assolutamente da visitare, mi ha lasciato senza parole il colore del mare amici miei, è qualcosa di indescrivibile;
  • La Grotta delle Cascate dove ci sono stalattiti e stalagmiti molto suggestive. Penso che si chiami così per via di quest’ultime che ricordano delle cascate;
  • La Grotta delle Sardine, dove c’è un consistente traffico di sardine che quasi vorresti accarezzare;
  • La Grotta del Frontone, che si trova nella parte occidentale dell’isola;
  • La Grotta del Monaco, dove sulle rocce sembra di vedere la figura di un vero monaco!;
  • La Grotta del Leone, dove è presente uno scoglio che ricorda proprio un leone sdraiato, più ti avvicini e più senti il suo ruggito dato dal mare che lo accarezza;
  • La Grotta del Gargiulo, sicuramente la più misteriosa. Pensate che si trova a 18 metri di profondità sotto il livello del mare.

Mi soffermo un attimo su quest’ultima.

http://www.italianostra.org

Ho avuto il piacere di parlare con un sub che, spesso, visita la grotta del Gargiulo (la visita presso questa grotta è consigliata solo a sub esperti).

Dal suo racconto ho capito che questa bellezza, misteriosa e poco accessibile, è una meraviglia indescrivibile con imponenti stalattiti e stalagmiti, lunghe più di 4 metri, che sembrano voler modellare il colonnato di una cattedrale.

Rivedo questo colonnato naturale negli occhi emozionati del sub che mi racconta tutto questo.

Chissà, magari un giorno riuscirò a visitarla.

Perché si chiama Isola di Dino?

Siccome sono un curioso di natura, come dicevo, dopo aver preso un ottimo caffè con il sub ho iniziato a fargli qualche domanda su quest’isola.

Ci siamo seduti sulla spiaggia e abbiamo iniziato a chiacchierare.

Nella mia testa avevo delle domande che, forse, in molti si pongono (o forse qualcuno non se lo è mai chiesto);
Da cosa deriva questo nome?
Cosa c’entra il nome Dino con questa zona?

Il sub, molto disponibile, ha avanzato alcune ipotesi.

Infatti, bisogna premettere che non esiste nulla di ufficiale che assegna questo nome all’isola.

Ci sono 2 ipotesi:

  1. Tempio (Aedina): probabilmente in passato vi era, immerso nel verde con vista mare, un tempio.

    Non si sa, con certezza, a chi era dedicato… parlando mi rendo conto che alcuni dicono a Venere, altri a Castore e Polluce (i Diòscuri, figli di Zeus) mentre altri a Leucotea, una divinità adorata nella antica, e vicina, Velia (oggi Ascea).

    Il sub mi racconta un particolare curioso, che mi affascina molto e rende l’ipotesi che lo vede dedicato a Venere, molto reale:

    Uno dei simboli sacri della dea Venere è il Mirto e sull’isola questo frutto cresce spontaneamente.

    Particolare non da poco, non credete?


  2. Dine: altri ipotesi è che il nome possa derivare dal greco Dine (vortice, gorgo d’acqua).

    Infatti, proprio il sub mi racconta che, nei giorni in cui il mare è in tempesta, attorno all’isola le onde sono violente e impetuose.

    Probabilmente per questo motivo, quindi, gli antichi decisero di dare questo nome all’isola.

In conclusione

Saluto il mio amico sub, e lo ringrazio per aver dedicato il suo tempo a raccontarmi queste particolarità che mi hanno fatto innamorare di questo luogo, e hanno fatto nascere in me una curiosità unica.

Questa persona mi ha raccontato molte altre cose su quest’isola.

Infatti, sembra che essa sia stata lo scenario di molte battaglie antiche per la conquista di questo territorio.

Ho deciso che vi racconterò queste storie in un prossimo articolo. 🙂

Nella strada per il ritorno, mi soffermo a guardare, ancora, questa meraviglia della natura che viene accarezzata dalle luci del tramonto.

Ripenso a tutte le cose che ho visto e che ho ascoltato dal sub, sono molto felice di aver visto, finalmente, la maestosa Isola di Dino.

Appuntamento al prossimo viaggio 😉

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