Verso l’Arcomagno | Parte 1

Utilizzo molto i social network, soprattutto Instagram.

Amo girovagare tra i profili che pubblicano foto di paesaggi marini, montani etc… mi fanno venire una voglia matta di viaggiare!

Un giorno penso che aprirò anche io una pagina in cui racconterò dei miei viaggi (leggi cosa ho visto nel mio penultimo viaggio a Belvedere Marittimo).

Quando cerco foto dei posti della Riviera, me ne appaiono un sacco di un luogo che, a mio avviso, sembra sia stato modellato da un grande scultore.

Ho avuto la fortuna di conoscere molte persone che me ne hanno parlato, mostrandomi anche foto di questa fantastica opera della natura, ma io voglio vederla ASSOLUTAMENTE con i miei occhi.

Da quello che ho visto e letto, ho capito che esiste questo bellissimo arco che sembra quasi un ponte, come se volesse unire 2 rocce separate.

Qualche giorno fa vi feci una promessa (proprio in questo articolo), e io mantengo le promesse!
Inizia la nostra avventura verso l’Arcomagno.

Arrivo a San Nicola Arcella

Sarà per fortuna, o sarò per un “sesto senso da viaggiatore”, ma riesco a beccare sempre le belle giornate mentre viaggio!

Arrivo a San Nicola Arcella, in una località che qui chiamano “Marinella“.

Rimango subito impressionato da una enorme parete di roccia che si alza, imponente, sulla mia testa, dalla quale spunta la prima colorata vegetazione.

Mi gusto una freschissima granita e, mentre mi godo il panorama che mi offre la spiaggia della Marinella, 2 cose attirano la mia attenzione:

  1. La bellissima Isola di Dino che è sempre presente, quasi a volerti fare compagnia.
    A proposito, ho ancora tante cose da dirvi su di essa… ci torneremo nei prossimi giorni!
  2. Una torre, costruita su un piccolo promontorio.
    Stupenda, essa crea un contesto (assieme ad una piccola baia naturale li vicino) mozzafiato. Lo appunto sul mio quadernino, voglio andare anche lì!

Mentre fantastico, prendo appunti e faccio foto, si è fatta ora di pranzo e da un ristorante qui vicino viene un odore irresistibile di frittura. Mi viene l’acquolina in bocca perché amo i calamari fritti e i gamberoni, ne mangerei un’infinità.

Decido, quindi, di sedermi a mangiare in questo ristorante.

Mentre mi godo la mia amata frittura vista mare, una persona si avvicina a me e, vedendo il mio zaino da esploratore, mi chiede cosa mi portasse qui!

Io rispondo che il mio obiettivo è quello di visitare l’arcomagno e lui, persona molto gentile, decide di accompagnarmi!

Verso l’Arcomagno

Dopo mangiato io e questo signore ci incamminiamo e, iniziando a parlare, scopro che è il proprietario del ristorante!

Dobbiamo affrontare una “simpatica salita” che ci porterà al sentiero, attraverso il quale arriveremo all’arco.

Arrivati in cima, mi fermo a prendere fiato e ad ammirare.

“Che posto stupendo” esclamo!

Ancora non hai visto nulla” risponde il mio nuovo amico.

Ci incamminiamo lungo un sentiero che, se non ci fosse il rumore del mare a fare compagnia, sembrerebbe quasi un sentiero di montagna.

Ci sono odori e colori unici.

Lungo questo sentiero puoi goderti la bellezza della macchia mediterranea, con questi fiori, piante e arbusti che nascono e crescono proprio a picco sul mare.

Nell’aria c’è un profumo di salsedine che si unisce all’odore della macchia mediterranea, si sentono gli uccelli cinguettare, quasi a volerti dare il benvenuto e a guidarti verso questo monumento di madre natura.

É incredibile vedere delle vere e proprie pareti rocciose come queste, piene di arbusti e vegetazione, tuffarsi in questo mare calmo e azzurro.

Se guardi da una parte sei in montagna, se guardi dall’altra sei a mare.

E tra una pianta e l’altra, ecco che spunta la sempre presente l’Isola di Dino.

La leggenda di Enea

Siamo in cammino e, ad un certo punto, il mio sguardo coglie, in lontananza, un piccolo arco con una spiaggetta dietro.

“Sarà questo l’Arcomagno?” inizio a pensare. In foto sembrava diverso!

Il mio compagno di avventure capisce subito questo pensiero e, all’istante, mi racconta che quello che vedo non è l’Arcomagno, ma si chiama arco di Enea.

Questa cosa accresce ancora di più il mio senso di curiosità perché, da come mi racconta il mio amico, questo arco, un po’ più piccolo, di fianco quello più grande (magno), custodisce una misteriosa leggenda che lega questo posto all’Iliade di Omero e all’Eneide di Virgilio!

Mentre osservo questo stupendo arco da lontano, scopro che si chiama così perché il mito vuole che Enea, valoroso guerriero troiano, secondo solo a Ettore in battaglia, sostò in quest’area a seguito della caduta di Troia nel suo viaggio mitologico verso Cumae.

Amo sentire queste leggende legate ai territori, mi creano forti emozioni.

Di nuovo in viaggio!

Dopo aver discusso e fantasticato, rimetto lo zaino in spalla e mi incammino verso l’arcomagno.

Arriviamo di fronte a delle scale: “Da qui si scende e ci troveremo proprio sopra l’arco“.

Inizio ad intravedere qualcosa e, mentre scendiamo le scale di pietra, ecco spuntare …

FINE PRIMA PARTE

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