Verso l’Arcomagno | Parte 2

Se non lo hai fatto, leggi la parte 1!

Ecco spuntare una piccola spiaggia. Si vede e non si vede, dobbiamo continuare il nostro cammino per osservare meglio.

Mentre scendiamo, il proprietario del ristorante mi esorta a notare come la verde vegetazione si contrasta benissimo con il colore del mare. Che abbinamento!

Leggevo su una rivista un fatto molto interessante legato all’arcomagno; non tutti sanno che esso viene chiamato anche: “Grotta del Saraceno”.

Secondo la leggenda, quando i saraceni attaccarono queste coste, insediarono il loro campo base proprio sulla spiaggia dell’arcomagno.
Non male come rifugio, considerando che è chiuso, facilmente controllabile e con sbocco sicuro sul mare.

Finalmente Arrivato

Ed eccomi giunto, finalmente, di fronte a questa maestosa opera della natura.

Ragazzi, credetemi, quasi mi mancano le parole per descrivere la sua bellezza.
È imponente, maestoso… sembra la porta del cielo.

La pietra che lo modella è sminuzzata, si leggono i segni che il mare lascia con ogni onda su di essa.

Da queste rocce spunta la sempre presente vegetazione della macchia mediterranea che “decora” l’arcomagno.

Il mare ha un fantastico colore azzurro/turchese, appare pulito, limpido, trasparente.

Arrivati sulla spiaggia io e il mio amico ci sediamo a discutere e, tra un discorso e l’altro su questo posto, mi godo i momenti di silenzio contornati dal mare che lambisce le rocce e dagli uccellini che cantano in festa.

Sembra la piscina privata di madre natura” dice, sorridente, il mio accompagnatore, e io non posso che dargli ragione, sembra davvero un luogo dove ritrovare se stessi e per vivere il rapporto con la natura.

Il sole splende alto nel cielo, fa caldo e, senza pensarci 2 volte, decido di fare un tuffo (da amante del mare porto sempre con me il costume!).

Mi immergo in questa acqua limpida e rimango impressionato dalla sua trasparenza… riesco a vedere i miei piedi mentre vengono accarezzati dalla sabbia mista a piccole pietre.

Una nuotata è d’obbligo.

Passo sotto l’arco e alzo la testa per guardarlo, ti da l’impressione come se ti cadesse addosso per quanto è alto. Non voglio avventurarmi troppo a largo, decido di tornare sulla spiaggia.

Avrei tanto voluto avere con me una maschera per ammirare il fondale, ma quasi non serve dato questo mare trasparente.

La bandiera blu che ogni anno ottiene San Nicola Arcella è meritatissima!

L’Arcomagno è tra i simboli che identificano la Riviera dei Cedri. Il ristoratore mi racconta come ogni anno migliaia di turisti si riversano su questa spiaggia per godersi il contesto.

Egli mi dice che l’arco è raggiungibile anche via mare, dove puoi avvicinarti con un pattino, o grazie ad alcune fantastiche gite in barca che si possono fare partendo dalla spiaggia della Marinella.

Immagino, quindi, questa spiaggia affollata e mi auguro vivamente che chi visita questo posto lo rispetti in pieno, non lasciando immondizie o “segnali del passaggio“… questo posto (come tutti d’altronde) non lo merita assolutamente vista la sua impagabile bellezza.

E siamo arrivati alla parte che meno mi piace delle mie escursioni, la fine.

Sento che l’arcomagno ha lasciato qualcosa dentro me, e vi posso assicurare che se deciderete di visitarlo non ve ne pentirete assolutamente.

Appuntamento al prossimo viaggio amici, dal vostro Jim!

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