Come nascono le Torri costiere della Riviera dei Cedri.

Ieri sera guardavo Black Sails.

Una serie TV prodotta negli Stati Uniti D’America che parlava della storia del Capitano Flint.

Per chi non conoscesse questo famoso Capitano, è il protagonista del romanzo “L’Isola del tesoro” dello scrittore scozzese Robert Louis Stevenson.

Ma tralasciando questi particolari, vi racconto ciò, perchè questa serie s’incentra sulla pirateria e mi ha fatto un pò riflettere sulla paura che potevano portare alla gente dei luoghi che provavano a razziare.

Di conseguenza, conoscendo la storia della Riviera dei Cedri avendo subito molte influenza ho iniziato a pormi alcune domande.

Che precauzioni presero gli abitanti di questi piccoli paesini per far fronte all’avanzata di questi temibili guerrieri?

Ho cercato di documentarmi su ciò ed ho scoperto tante cose interessanti, che sono sicuro saranno di assoluta rilevanza anche per voi!

Regno di Napoli

Come ormai sappiamo, la Riviera dei Cedri ha subito l’influenza di più civiltà durante il corso della sua storia.

Questo ha fatto si che vi si instaurassero diverse ideologie, modi di pensare che hanno dato vita ad una fase di sviluppo molto interessante.

Torre costiera Calabria

Perchè si sa, quando si è a contatto con diverse menti, è anche più facile che si sviluppino ingegno e fantasia.

Intanto le storie piratesche prendevano sempre più piede e spaventavano sempre più i piccoli borghi meno attrezzati.

E’ solo però nel X/XI secolo che s’iniziano a vedere le prime Torri Costiere con una connotazione anti saracena ben delineata.

Tra le prime che troviamo nella Riviera dei Cedri è la Torre di Fella di Bonifati, costruita probabilmente intorno al 1150, che era inizialmente destinata alle truppe.

Ma la vera svolta inizia ad arrivare intorno al XIV secolo, quando le incursioni corsare e saracene iniziarono a diventare sempre più pressanti.

Saraceni

Quando scopro questi aneddoti storici c’è sempre una strana emozione che cresce dentro di me, a volte avrei voglia di poter vivere questi tempi antichi.

Il Regno di Napoli con il dominio angioino dopo una delle più grandi rappresaglie piratesche avvenuta ad Otranto nel 1480 decise di costruire un vero proprio sistema difensivo di Torri.

Ma a cause dei continui cambiamenti politici il progetto è stato lentamente abbandonato. La svolta avvenne con Pedro Afàn de Ribera.

Pedro Afàn de Ribera

Nuovi ordini di costruzione generale delle torri marittime per conto e sotto la direzione dello Stato vennero nel 1563: in quest’anno il viceré don Pedro Afán de Ribera duca d’Alcalà emanò precise istruzioni ai governatori provinciali:

  1. Nelle disposizioni del 1563 era previsto che la costruzione delle torri era decisa dalla Regia Corte;
  2. che le fortificazioni esistenti ritenute di pubblica utilità venivano espropriate dietro indennizzo;
  3. che regi ingegneri avrebbero individuati le località adatte alla costruzione di una catena ininterrotta di torri per tutto il Regno;
  4. che le spese della costruzione sarebbe state imputate alle Università cointeressate in proporzione alla popolazione.

Come però accade quando usciamo a far la spesa e dimentichiamo l’Euro per il carrello a casa, non sempre tutto va per il verso giusto.

Infatti le costruzioni di alcune Torri vennero ultimate solo alla fine degl’anni ottanta.

Un inventario rinvenuto nel 1748 ci indica come il Regno di Napoli riuscì nel suo intento, quello di costruire un vero proprio sistema difensivo di Torri Costiere, composto da ben 379 Torri così suddivise:

  • Abruzzo Utra e Citra 13
  • Capitanata 25
  • Terra di Bari 16
  • Terra d’Otranto 80
  • Basilicata 13
  • Calabria Citra 36
  • Calabria Ultra 60
  • Principato Citra 93
  • Terra di Lavoro 43

Le Torri nella Riviera dei Cedri

Vi ho raccontato questa piccola storia perchè la difesa contro le incursioni piratesche è un evento che mi ha sempre affascinato.

Pensare che lungo tutto il litorale si accendessero dei fuochi (di notte) o cortine di fumo (di giorno) per informare tutti gli altri paesi delle incursioni in arrivo è davvero ingegnoso e affascinante.

Tra l’altro durante una delle mie ultime gite in Barca ho potuto notare come i vecchi borghi avevano già preso delle misure anti-pirati.

Torre Talao

Infatti i borghi si ergevano proprio al di sopra di alcuni promontori nascosti dalle montagne.

Di fatto semmai vi capiterà di effettuare una gita in barca nei pressi di San Nicola Arcella noterete come la parte vecchia dei borghi è completamente nascosta dalla vista via mare.

Davvero ingegnosi!

Purtroppo però tra le strutture facenti parte del sistema difensivo del Regno di Napoli una sola (In Riviera) è arrivata intatta fino a noi e stiamo parlando della bellissima Torre Talao a Scalea.

Altre invece sono andate lentamente perdute col tempo come il Castello di Cirella o la Torre di Paola proprio a Paola.

Ma visto il proficuo agevolamento delle difese, anche altri paesini della Riviera dei Cedri decisero di adattarsi al sistema, infatti lungo la costa potremo trovare moltissime Torri d’avvistamento arrivate tutt’ora fino a noi come Torre Crawford, Torre fiuzzi, Torre del capo ecc…

Ed oggi ho deciso che andremo a visitarle insieme, per mostrarvi la loro più unica che rara bellezza.

Per cui prendo rapidamente qualche indumento, qualche oggettino che mi aiuterà nelle riprese e via si riparte!

Segui la seconda parte delle torri costiere della riviera dei Cedri

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. maxilpoeta ha detto:

    interessante questo articolo, la Riviera dei Cedri ancora non l’ho visitata, prima o poi verrò a fare i miei reportage fotografici e narrativi anche da quelle parti …

    Piace a 1 persona

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